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I nemici
di Simeoni

Non è detto che sia facile
comprendere quanti nemici può venire a trovarsi il signor Simeoni,
ma potremmo provare a catalogarne
alcuni in ordine di "APPARIZIONE":
GESU' CRISTO
IL PAPA
IL CARD. BIFFI
MADRE TERESA DI CALCUTTA
I MAGISTRATI
VITTORIO FINCATI
IL GRIS
SILVANA RADOANI
L'ARIS
MIGUEL MARTINEZ
IL CIRS
CECILIA GATTO TROCCHI
I CATTOLICI
I WICCANI
I MONOTEISTI
E qui però il discorso si fa difficile davvero.
Gesù Cristo
è etichettato come il
"Macellaio di Sodoma e Gomorra", il "pedofilo per eccellenza", lo "stupratore",
eccetera, eccetera, tutto condito con un linguaggio forbito quanto irreale
e pieno di strafalcioni storici e dottrinali.
Il Papa
è accusato di genocidio,
di mettere in ginocchio i suoi servi, di pedofilia, di stupro, di violenze
inaudite.
Il Card. Biffi
già arcivescovo di Bologna,
non si capisce bene perché viene spesso tirato in ballo, ma tant'è.....
se serve alla causa.....!
Madre Teresa di Calcutta
a maggior ragione non si sa
perché venga spesso citata, ma comunque viene etichettata come la
"macellaia dell'India" e altre cose simili.
I Magistrati
vengono tirati in ballo con
grande disonore, soprattutto nelle Mailing List di Simeoni, dove addirittura
è arrivato a citare e pressoché a minacciare Ennio Fortuna,
l'ex capo procuratore di Bologna.
Vittorio Fincati
nemico giurato da molto tempo,
da quando soprattutto ha lasciato l'Istituto Mediterraneo Studi Politeisti,
fondato insieme a Francesco Scanagatta nei pressi di Vicenza: con lui è
una guerra per la sopravvivenza, per la reciproca paura che qualcuno parli
"troppo" dell'altro. Viene etichettato come "merda", eccetera.
Il GRIS
Gruppo ricerca informazioni
sulle sette (di confessione cattolica), deve fare una gran paura a Simeoni:
chissà che non abbia cose interessanti che lo riguardano. Così
tenta di parlare per primo, in modo da mettersi al riparo in anticipo.
Silvana Radoani
una studiosa di gruppi parareligiosi
pure deve terrorizzare le notti di Simeoni e Scanagatta, perché
viene sempre tirata in ballo nei loro sproloqui. Viene etichettata come
"serva di Biffi". "apologa di strage", "maiala" e simili. Non pare che
questa abbia avuto effettivi collegamenti con Simeoni o Scanagatta.
L'ARIS
è l'Assocazione che si
occupa di sette soprattutto nel Veneto, una specie di GRIS laico: viene
regolarmente mischiato con il GRIS e altri studiosi del settore.
Miguel Martinez,
viene citato come "il terrorista"
(senti da che pulpito viene la predica!!!) e anche lui come servo della
Radoani e di Fincati, ma in realtà non sembra che questi abbia mai
avuto a che fare direttamente con Simeoni e soci.
Il CIRS
è ancora un Centro Studi
sulle sette del Veneto, una succursale del GRIS nazionale, e quindi lo
spauracchio è davvero forte per i soci "pagani".
Cecilia Gatto Trocchi
un'ennesima studiosa di gruppi
settari, che viene citata come maniaca sessuale e scemenze di questo tenore.
I cattolici
tutti pare che se ne girino
per le strade per stuprare bambini, violentare donne inermi, violare la
mente dei bambini e addirittura violare templi e capitelli religiosi, per
poterne dare la colpa ai satanisti o ai pagani.
I wiccani
sono coloro che si dedicano
allo studio e alla pratica della Wicca, l'arte stregonesca. Neanche questi
sono risparmiati negli sproloqui, se non accettano di bere alla coppa dell'oblio
dei detti di Simeoni che, unico, ha diritto di parola e di insegnamento.
I monoteisti
tutti non hanno diritto di cittadinanza
nel mondo: cristiani, ebrei, musulmani, e altri. Sono però in lieta
compagnia allorché Simeoni non si fa scrupolo di accomunarli anche
ad altre tradizioni pagane o politesite, come gli Indù (forse perché
anche questi non sono "simeonici").
Insomma un bel calderone, dal
quale bevono adoranti un sacco di gente, lieta solo di aver trovato un
vero profeta dell'umanità. Naturalmente non cito, perché
se ne parla meno altri nemici giurati:
Maurizio Antonello, Carlo Climati,
Beppe Bisetto, Giuseppe Ferrari, Michele del Re e altri ancora.... (confronta
pagina web).
In alcune Mailing List, delle
quali diverse sono tenute da Simeoni & Co, è girata una divertentissima
storiellina sugli incubi simeonici verso la Radoani. Ve la riporto perché
vale la pena di leggerla e di farsi due risate.
Silvana suono' alla porta. Suono'
a lungo, ma nessuno rispose.
Poi noto' che la saracinesca del
garage era aperta a meta'.
Il posto sembrava un qualunque villino
a schiera della periferia di
qualunque cittadina della piu'
tetra Padania, dove ringrazi la nebbia
perche' non ti fa vedere mai il
cavalcavia, poi maledici la stessa nebbia
perche' ti fa piombare i TIR dal
cavalcavia giu' nell'orto di casa, proprio
mentre stai bevendo, 'orcocan,
un po' di buon vino delle colline di Conegliano.
Non era un villino qualunque. Era
il luogo che un ometto con la faccia da
padrone di fabbrica di piastrelle
e lo sguardo da venditore di farmaci -
anzi, da Informatore Scientifico
- aveva scelto per manifestarsi tra i
mortali.
Trattavasi, infatti, della casa
dell'Anticristo, astutamente mimetizzata
tra la fabbrichetta di piastrelle
da bagno Marconceramik e il negozio di
attrezzi da pesca dei fratelli
Ceschin.
Nel garage della villa e con un'abbondante
riserva di grappa, di graspa e
di raspa, con un po' di fragolino
e di Amarone della Valdobbiadene per le
grandi occasioni, vivacchiava il
Meccanico.
Il Meccanico in quel villino faceva
anche da Guardiano. Aggiustava cioe' i
tubi che perdevano, puliva i bagni,
spiaccicava i millepiedi con una sfilza
di bestemmie che si sentivano da
Rovigo a Noale. Soprattutto cercava - non
sempre con successo - di aggiustare
le antenne: guai infatti a far perdere
una partita del Milan all'Anticristo.
Infine, faceva sparire le tracce di
sangue dopo pranzo.
Il Meccanico era rannicchiato sotto
la Mercedes dell'Anticristo, cercando
nebulosamente di capire perche'
se mettevi la prima, finivi sempre per
fare retromarcio.
Quando senti' bussare alla saracinesca
del garage, scatto' su. Chi poteva
essere? L'ultima volta che avevano
suonato a quella porta, cercavano -
nientemeno - un generale della
NATO misteriosamente scomparso. All'epoca,
lui aveva prima confessato tutto
e poi si era fatto spiegare di cosa si
trattava.
Ma quello che vide questa volta
era ben peggiore della brigata dei Nuclei
Operativi che gli avevano, all'epoca,
fatto scoprire nuove dimensioni della
realta'.
La visione questa volta gli fece
cadere la chiave dinamometrica che teneva
in mano, e una settantina di viti
a brugola gli caddero dalle tasche.
Silvana infatti portava al guinzagio
un cinghiale feroce, degno delle piu'
truci leggende gallesi. Femmina,
ma trenta volte piu' sanguinaria del
famigerato maschio Porchulainn,
che era solito infilzare due cervi alla
volta su ogni zanna.
"Salve", disse lei imperiosa. "Io sono la Radoani."
Il Meccanico non rispose. Bevve un rapido sorso di grasso per motori.
Poi con gesto tremulo, chiese cosa
fosse la belva che si leccava le
vibrisse in attesa del prossimo
pasto.
Sorridendo dolcemente, Silvana rispose:
"Ma non lo sapevi? Questa e' la
Maiala della Radoani!"